Giovedì sera, riunione in sede.
Carla ci racconta del buco-stufetta trovato domenica scorsa insieme a Prospero e agli amici di Muravera, sarà che lo racconta bene.. sarà che ne abbiamo proprio voglia, ci ritroviamo domenica mattina pronti a partire con gli attrezzi da scavo. Siamo io (Gianfranco F), Carla, Prospero, Maria Grazie, Luca e Serena, inoltre da Muravera arrivano Roberto, Tamara, Natalia e Raffaele. (Incredibile.. mi son ricordato tutti i nomi!!), comunque partiamo verso il Supramonte, Carla Kankunnen ha difficoltà nel rally che ci aspetta tra strade innevate e fangose ma abilmente ci porta fino al parcheggio da cui inizierà il trekking di avvicinamento verso questo buco che non vedo l’ora di valutare. Incrociamo un po’ di amici di Sassari, Cagliari e Nuoro. Il paesaggio è magnifico, tutto è bianco, immacolato, solo questa visione vale il “biglietto” ma per fortuna tali meraviglie a noi indigeni sono fornite gratuitamente da madre natura. Ci avviciniamo pian piano verso la roccia che nasconda la stretta fessura, l’aria c’è, promete bene, iniziamo a lavorare di buona lena, i ragazzi di Muravera son dei minatori nati, magari non con attrezzature adeguate (vedi scarpe di Natalia…), i nostri se la cavano bene, lavorano instancabilmente, anche Prospero dirige i lavori come un vero capo cantiere. In poco tempo liberiamo di terra e sassi finchè non arriva il mio turno, continuo a scavare finchè non mi posso infilare di testa verso il punto in cui sembra più forte il flusso d’aria. “Zitti tutti!!”…
Sembra vada in sub-orizzontale ma la pietra che lancio mi smentisce: è un pozzo! Ripeto il lancio, la pietra scende, sbatte un po’, continua a scendere per 2 secondi, per altri 2 seconti non si sente niente, poi sempre più lontana! passano 6-7secondi e la pietra lontana si sente ancora scendere! E’ evidente a questo punto che qualcosa di molto interessante si nasconde li sotto. Prima di azzardare una discesa però dobbiamo fare un po’ di pulizia, bonificare l’ingresso e liberarci di un grosso masso che ci impedisce un’entrata comoda e sicura, ma a lui ci penseremo nel prossimo weekend! Ci accaniamo su di lui con gli attrezzi che abbiamo portato ma è evidente che necessita di “cure” più decise. Nel prossimo weekend vedremo di farci valere. Intanto torniamo alle macchina, c’è da arrostire, da suggellare con un buon bicchiere di vino questa bella scoperta. Perchè è così interessante? Perchè si trova esattamente tra Lovettecannas e Murgulavò…. fate voi!
Alla prossima
Gianfranco Fancello
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