Gita a Su Palu

Venerdì 2 giugno siamo andati io con altri compagnetti speologhi alla grotta di su Palu. Appena arrivato il signore dell’organizzazione che si chiama Diego mi dice che alla squadra della quale faccio parte, cioè quella Video 1 ci hanno appioppato uno zaino in più.Mi son detto, come inizio non è male.. e vabbè!  passo ai saluti degli altri avventurieri come me per passare poi al mio socio Moi per chiedergli del suo stato di salute, visto che ultimamente il suo gomito destro si è infiammato. Il suo polso però sta bene! Quello è l’importante!  Breve riunione col mio capo squadra Luca Sgualdini e la mia collega Robertina pivella del Maugeri per assettare bene gli zaini. Luca minacciando il signor Diego che avrebbe chiamato l’Ispettorato del Lavoro rende lo zaino in più che andrà in seguito nelle mani di Buschettu che in quel momento lo stavano intervistando i giornalisti. Tornati gli equilibri iniziali alle 10:00 partiamo da Teletottes, foto di rito e via !! alle 10:25 varchiamo il cancello e giù nel paradiso all’incontrario, primo video nel sifoncino, io immediatamente scartato nel casting per abbigliamento non consono: in mutande non fa a vederti dice il regista! Ma itte, mamma dice che sono il più bello! Và bhè, pazienza!  Vince la selezione Robertina, sicuramente accozzata dell’elicotterista, in compenso si è dovuta bagnare due volte perché la prima non era buona.  Da lì in poi è stato un continuo apri zaino, togli cavalletto, tira fuori fari e ricomporre tutto 15 minuti dopo approfittandone anche delle altre comparse (portatori sani) che soggiungevano.  Il lago del Blue Nile illuminato a giorno è l’ottava meraviglia del mondo. Lì ultimo cortometraggio poi  via per l’ultima tappa fino a Sa Ciedda passando per El Alamein lungo il San Creek.  Ad un certo punto incontriamo Moi che veniva ad incontrarci. Tanto felice di rivederci, tutt’ e quattro arriviamo al campo e dal fondo un’altra luce ci urla.. Daniele tra 5 minuti si immerge, se volete vedere AJÒO! Ci fiondiamo al di sopra del sifone Sa Ciedda per osservare gli ultimi preparativi e vedere il rito scaramantico della speleo sub, un cappuccio in neoprene bianco e arancione striato a forma di pesce. Tutto pronto e in ordine entra in acqua sagolando i primi metri per poi riemergere riavvolgendola di nuovo. Le altre due sagole messe 14 anni fa sono in ottime condizioni, la sua era superflua.  Decidendo di attenderlo che riemerga prima che noi due facessimo il rientro, torniamo al campo per sgranocchiare qualcosa e rilassarci un po’ per le già 8 ore passate dall’ingresso della grotta, pensando che oramai il peggio è passato.  Dopo circa un’oretta, gli altri speleosub che aspettavano Daniele, cioè Sandro Tuveri, Marcello ed Enrico ci buttano un urlo sta per uscire! E via torniamo a tornare al sifone. Nessuna prosecuzione laterale! Così Daniele inizia a raccontarci.. avendo il rebreather ha avuto tutto il tempo di controllare bene i due sifoni che separano l’altra parte di galleria, escludendo la possibilità che ci sia prosecuzione sott’acqua.  La grotta continua dopo il secondo sifone. Cavoli vostri, mi sono detto!!  Risistemato in tenuta normale il subspeleo, ritorniamo indietro al campo, dove si fa il punto della situazione. Quel simpaticone di Enrico chiede/ordina, visto che per noi è previsto di rientrare scarichi, di caricarci negli zaini 4 sagolatori che ormai non servono più, così entra uno speologo in meno domani. Cuddu cunnu!! Và bhò, obbediamo. Alle 19 facciamo dietrofront con Robertina, inizialmente di buona lena poi via via facendosi sempre più affannosa, urge pit-stop. Noccioline e integratori e via ancora su e giù, pietre sabbia, asciutti e bagnati, salite, corrimani, latte di monte e poi il sifoncino finalmente!!  un po’ di refrigerio ci vuole. Che bello, siamo quasi fuori. Altre due o tre quarti d’ora e finalmente rispuntiamo fuori. Con la radio comunichiamo l’uscita, tutto ok sono le 23 ci dicono. Le previsioni di Moi hanno spaccato il secondo.  Arrivati al parcheggio consegniamo la mercanzia, veloce cambio di vestiario, saluti ai compagnetti ormai tutti sazi e via a casa prima che la stanchezza prende il sopravvento.

 Ragazzi, che dire, è piacevole l’indomani cercarsi i graffi e sorridere ad ogni livido che compare…  lì appaiono nella mente tutte le gallerie, fiumi, colate e concrezioni che Su Palu maestosamente ci mostra. Vi auguro veramente, a chi non ha avuto ancora la possibilità, di godervela nel profondo questa meraviglia di grotta!!
Lu.

21 Febbraio “In Tundu III”… e mezzo

Una generazione fa, quando avrò avuto sette anni, la mia cara maestra ci fece studiare una poesia sui mesi dell’ anno.

Palese l’influenza degli aggettivi attribuiti a ciascun mese: mi sono tornati subito in mente quando ho capito che la quarta tappa di In Tundu tardava a prender forma.

Ho anche scoperto un fatto e una parola: pare che all’interno del gruppo ci fosse qualcuno che “gufava” l’uscita.
Gufare è, come dire, desiderare intensamente che si rimandi qualcosa ad altri tempi per potervi partecipare…meraviglioso e comprensibile considerato che si aveva in serbo un percorso con destinazione Doinanicoro!

Tutto è andato a convergere in un’altra direzione : la terza tappa e mezzo: piccolo tragitto ad anello di 2 km e mezzo circa per escursionisti in erba: direzione vecchia galleria da zona Gurosai a Dorgali e rientro da iscala omines in una giornata limpida e tiepida come in primavera.

Panorami e colori impagabili come gli sguardi e i silenzi dei giovanissimi partecipanti.
“Febbraio dispettoso” è diventato  febbraio gioioso!

Csad ci vediamo alla IV tappa!
Graziella Sale.

Del Tuttavista

Il Monte Tuttavista è come quelle persone che hanno una spettacolare semplicità e per questo, con presunzione, non ti eri soffermato ad osservarne gli occhi, a coglierne lo sguardo: profondo e saggio.

La semplicità, a volte, cela una complessità ordinata, precisa, minuziosa, preziosa: alla terza uscita di “In tundu” del 10 gennaio, abbiamo provato a colorare gli spazi di questo mandala, nel vento e nel freddo.

Dalla sua cima abbiamo visto ampie porzioni di mare e di terra: il Tuttavista è antico testimone di innumerevoli incursioni dal Tirreno; chissà quante difese, quante rese…

Oggi è un cucciolo addomesticato dalle opere dell’uomo, o forse un anziano col suo carico di esperienze e a camminargli sui versanti senza strade gli avremmo fatto rivivere momenti di giovinezza.

Michela avrà un motivo in più per ricordarsi di lui, ma non per colpa di lui: le cose accadono.

…ed è accaduto che a venti minuti dalle auto sia caduta fratturando una gamba.  La sua serenità, nonostante il dolore, è stata d’esempio e con ordine ci si è divisi i compiti per facilitare l’arrivo dei soccorsi che sono stati eccellenti : dai ragazzi del 118 di Orosei, ai Vigili del Fuoco del distretto di Siniscola, al Soccorso Alpino della stazione di Nuoro e, non ultimi, i Carabinieri, coordinatori al telefono.

Eravamo in tanti alla corte del Tuttavista: grazie a te Peppe Chessa che ne hai curato il percorso.

Le immagini sono di Marilina Fancello per il Csad.

Ancora tre settimane per pensare al quarto percorso di In Tundu…intorno alla terra per arrivare al cielo!

Grazie Csad !

Graziella Sale.

In Tundu al Tuttavista

Salve signore e signori!

Il 2015 ha passato il testimone a un anno nuovo di zecca per il quale ci auguriamo tanta gioia di vivere.
Anche “In tundu” si fa grande e si prepara alla sua terza escursione di trekking nel Supramonte dorgalese e dintorni.  Per domenica 10 gennaio sono proprio i dintorni a proporci un percorso tutto da scoprire per molti di noi : un abbraccio lungo circa 10 chilometri intorno al Tuttavista nel comune di Galtellì.

IMG-20160104-WA0001
Con i suoi 806 metri dal livello del mare domina con la sua cima, “su Millone”, tutti gli insediamenti  umani a valle delle sue pendici calcaree: Galtellì, Orosei, Loculi, Onifai, Irgoli e offre, com’è facilmente intuibile dal suo nome, un’ampia panoramica.
Verso l’entroterra sono nitidamente distinguibili Orune, Nuoro, Monte Gonare; verso il mare sarà uno spettacolo cogliere con uno sguardo l’intero golfo di Orosei!
A guidarci in un percorso ad “anello”, sarà Peppe Chessa di Galtellì, nostro compagno di viaggio da subito, nonché socio attivo da diversi anni del CAI, Club Alpino Italiano: la più antica e vasta associazione di alpinisti e appassionati di montagna.  Un buon acquisto insomma!

Il nostro percorso comincerà a circa 300 metri di altitudine da un accesso carrabile in zona “Quaranta”, saliremo in cresta a “Tres puntas” e arriveremo in cima dove è posto un Cristo bronzeo alto 11 metri del quale, Peppe,  ci racconterà la storia il giorno che ci ritroveremo.

Riprenderemo quindi la discesa e non mancheremo di passare a “sa preda istampata” che si affaccia su uno strapiombo.
Non capiterà che ci si ritrovi in mezzo a una battuta di caccia, come la volta scorsa: Monte Tuttavista è un’oasi faunistica!
Zaino in spalla dunque e ovviamente non dimentichiamo i nostri riti propiziatori per un tempo clemente!!
Unitevi a noi.
Grazie CSAD!
Graziella Sale.

“T’immagini” In Tundu II

Ecco le immagini scattate da Marilina in cui si possono ammirare i meravigliosi paesaggi della seconda tappa di “In Tundu”

Diario di bordo : In Tundu (II tappa)

Bastiano, Marco, Peppe, Francesco, Mario L., Tonino, Graziella, Luciano, Marinella, Marilina, Luca, Stefania, Marco G., Giovanni e Mario D. : noi.

Il 6 di dicembre, lungo i sentieri del Supramonte di Dorgali, in una giornata timidamente assolata: la pioggia ha atteso che fossimo rientrati per rovesciarsi sulla nostra bella terra!
Un percorso studiato dal meticoloso Marco G., fortemente voluto anche da Marilina, che ha avuto il successo meritato.
Un perfetto tragitto ad “anello” con tappe d’obbligo nei cuiles ristrutturati da pochi anni da un’associazione di giovani volontari dorgalesi.
Siamo arrivati in auto, lungo la valle di Oddoene, ai piedi  di Monte Tundu; l’impresa è subito ardua: “s’iscala ‘e Surtana” toglie il fiato…ma è affascinante, promettente: l’altipiano di Doloverre merita e noi ci riprendiamo dal fiatone. Acqua, mandarini,  cioccolato e presto, sulla destra, direzione “sas traes”.  La sosta all’ ovile (curato e accogliente) è quasi forzata: siamo capitati in mezzo ad una battuta di caccia grossa!!
Le emozioni sono contrastanti, non basta solo essere contro la caccia per avere il cuore in tumulto. L’abbaiare dei cani e il frenetico tintinnio delle campanelle che hanno al collo, le urla dei battitori, il suono del corno, gli spari; tutto ciò ha un fascino quasi primitivo.
L’intensità  in decrescendo di quella danza tribale ci fa capire che quel cerchio andava spostandosi dal nostro, come nuvole minacciose portate via dal vento.
Da quel momento la nostra giornata prende la via della Bellezza che appaga gli occhi e lo spirito. Risalire monte Gutturgios  senza sostare a guardarsi intorno è impensabile e quando riprendiamo la discesa verso “Cuile su Listincu” , in cuor mio avrò detto “grazie” un’infinità di volte.
Cuile su Listincu è stato ristrutturato da meno di un anno:  quasi completamente distrutto e abboscato, ora sembra una Reggia e tutt’intorno è un giardino!
La pausa pranzo l’abbiamo fatta  proprio là.
Abbiamo ammirato dall’ alto la valle di Oddoene e via ad “abbracciare” la parete rossiccia e tonda che dà il nome al monte Tundu e poi su per cuile Sos moios, l’ovile dove in tempi ormai lontani, le arnie ( sos moios) dislocate intorno accoglievano api operose e il loro prezioso miele.
Col pensiero ai succosi pezzi di cera carichi di altro miele, di altri posti, neanche tanto lontani, che riportava mio padre; ebbene, con questa immagine, comincio insieme al mio meraviglioso gruppo di amici a chiudere il cerchio: sulla scala di Surtana, questa volta in discesa.
Grazie alle meravigliose persone che hanno condiviso con me un giorno della loro vita.
Graziella Sale

“In Tundu” part II

I tempi maturano e prendono forma: la seconda tappa  di IN TUNDU è prevista in data 6 DICEMBRE nel Supramonte di Dorgali; il percorso partirà da Surtana percorreremo la vallata di Doloverre, Ovile Sas Traes, continueremo a salire per il Monte Gutturgios con vista mozzafiato, scenderemo all’ovile Su Listincu (ultimato qualche settimana fa)…se abbiamo tempo vedremo anche l’ovile Sos Mojos per poi ridiscendere S’iscala ‘e Surtana…in caso contrario prenderemo S’Iscala ‘e su Crou che ci porterà direttamente alle macchine!

Compito per casa: industriarsi in fruttuoso rito propiziatorio per una bella e tiepida giornata di fine autunno!

Graziella Sale