BAMBINI IN GROTTA

Domenica 24 agosto 2008, la grotta Gurennoro,
in agro di Dorgali,
è stata teatro di una visita guidata
che ha visto la partecipazione di 11 bambini
di età compresa tra gli otto e i docici anni,
di un bambino di tre anni e di una bambina di cinque,
(questi ultimi due rigorosamente accompagnati dai genitori).

Tutto inizia sabato scorso, quando
Gianluca The President e Giancarlo The Promoter,
fanno un sopraluogo per l’accesso in grotta
e spianano la strada con gli strumenti del caso.
Domenica invece, appuntamento alle 8:30 in sede
dove il sottoscritto (Prospero), trova il presidente e Marilina
che preparano il materiale da portare in grotta.
La grotta di Gurennoro, è una grotta piana,
facile per iniziare l’attività speleologica e
per portare dei bambini, si spera futuri speleologi.

L’incontro con i nuovi proseliti avviene vicino alla grotta,
dove poco dopo le 9 vediamo spuntare
la macchina degli accompagnatori Denise e Claudio
e il minibus con alla guida Giancarlo D.
che con la moglie Antonella hanno promosso
l’iniziativa “Bambini in grotta!”.
Subito dopo le presentazioni,
inizia la fase di vestizione dei baby speleologi
con maglie e casco speleo.
Finita la fase di vestizione si parte all’attacco e si va in grotta.


Entrati in grotta la fila indiana è composta da gruppi

di 3-4 bambinie un adulto.

Si va avanti fino a circa le 14 ora nel quale usciamo dalla grotta,
felici e stanchi.
Passaggio successivo in pineta a Dorgali
dove abbiamo fatto lo spuntino
e poi subito dopo in sede per scaricare il materiale.
Finisce così la domenica speleologica…
con la grande soddisfazione di aver partecipato
a rendere indimenticabile a 13 bambini
un esperienza in grotta (non turistica).
Per contro rimane il disappunto per tutti quelli
che non hanno potuto partecipare per vivere
la grotta in maniera insolita!
Vabè…vorrà dire che si rifaranno in seguito!
Ah…dimenticavo…
per fortuna che esistono le lampade a led,
perché col carburo io…non carburo!
Ciao a tutti.
Prospero C.

é l’ora del Golghetto

Finalmente si parte.
Destinazione “Piana del Golgo”, Baunei.
Erano alcune settimane che la discesa all’interno
de “Su Sterrigeddu” (Golghetto)
veniva rimandata ma alla fine ci siamo decisi.
Tutto inizia lunedì sera quando io (Gianfranco F.),
Luciano e Gianfranco C. partiamo alla volta di Balnei.
La macchina è stracarica di attrezzatura da Speleo-Campeggio.

Arrivati in zona quando ormai è buio
organizziamo il campo che ci consentirà
di passare la notte tra vino, carne arrosto e poker.

La luna che rischiara il paesaggio
che ci circonda è magnifica,
la serata corre veloce fin che
non arriva il momento di entrare
nei sacchi a pelo per la notte.

Quando ci svegliamo ci attende una giornata bellissima
col sole che fa capolino dalle montagne,
ci affrettiamo a smontare il campo e ci dirigiamo verso la Voragine.


Siamo in attesa degli altri componenti dell’escursione
che sono in arrivo da Dorgali,
non tardano ad arrivare Marilina, Gianluca e Matteo,
ci siamo tutti.

Ci carichiamo sulle spalle corde,
tubolari e quant’altro per arrivare al bordo della Voragine.

Il baratro che ci si presenta davanti
è vissuto in modi diversi dai componenti del gruppo:
c’è chi non vede l’ora di scendere
e chi invece si chiede che ci sia venuto a fare..

Ma non perdiamo tempo, Luciano valuta la situazione
e decide di attrezzate la discesa.

Mentre lui scende noi attendiamo in silenzio (mica tanto)
che ci dia il LIBERA ,
passano lunghi i minuti fin che dal lontano fondo lo sentiamo,
è arrivato!
È il turno degli altri, in ordine Gianluca, Matteo,
Gianfranco C. e a chiudere io.

A dire la verità non sono tanto convinto,
la lunga attesa a volte fa pensare troppo
e mi ha messo addosso un po’ di paura
ma dopo due chiacchiere con Marilina,
che resterà fuori per fare da supporto,
prendo coraggio (poco) e inizio la discesa.

Bastano comunque pochi metri per tranquillizzarmi.
La corda è pesantissima, l’unico modo per scendere
è infilare letteralmente la corda nel discensore
che pian piano diventa sempre più rovente.
Tutta la discesa è affascinante,
un’ unica calata di 110 metri, che dura 15 minuti circa.
Non c’è neanche il tempo di chiacchierare tutti insieme
che Luciano apre le danze con la prima risalita.


Uno ad uno si risale e l’attesa si fa sempre più lunga
per coloro che risaliranno per ultimi.

L’umidità è altissima, la temperatura è molto bassa
e ciò ci costringere a coprirci per evitare di raffreddarci troppo.


Finalmente dopo circa tre ore è il mio turno,
mi preparo e inizio la risalita.

Che non sono in forma lo capisco dopo non molti metri,
c’è tanto da pedalare e già cerco nel tubolare
un improbabile tele-trasporto che mi riporti all’esterno.

Ma niente da fare, mi tocca pedalare e pian piano,
a fatica riesco a raggiungere il bordo della voragine.

Resta solo da recuperare le corde,
rifocillarci con dell’ottima carne e dell’altrettanto ottimo vino
e riprendere la via verso casa,

non prima di aver fatto una visitina a “Su Sterru” o “Voragine del Golgo”,
altra famosa voragine che con i suoi 294 metri circa di dislivello
per ora mi suggerisce di guardarla solo dall’esterno.

Serata e giornata bellissime, la voragine è stupenda,
l’esperienza merita di esser vissuta,

aspettiamo solo che Matteo come promesso
riorganizzi e non ci faremo pregare.

A presto
Gianfranco F.