Nurachi, il sogno ora è realtà!

Erano mesi che dicevo a me stesso e ai compagni del CSAD
che Nurachi non avrebbe portato nessun risultato concreto
perché troppo lavoro, troppo sudore è stato messo
per liberare questo inghiottitoio senza avere nessun minimo
risultato che mi portasse ad essere ottimista..
Poi da sabato e sopratutto da ieri tutto
è cambiato improvvisamente…è strana la vita..
prima pensi una cosa poi di botto (è il caso di dirlo),
succede qualcosa e quelle che sono le tue convinzioni
più ferree cadono giù …dentro uno stretto pozzetto…
porta di ingresso verso un sogno per me fino
a venerdì quasi impossibile…
Tutto é iniziato sabato

con una bella squadretta
(ca##o non mi ricordo chi eravamo) che porta a termine

un lavoro di disostruzione certosino su un pozzo
che promette bene anche se tira poca aria;
cerchiamo di convincere il masso che é ora di farci passare con le buone
(punta e mazzitta) ma lui non ne vuol sapere;

rimandiamo il tutto alla domenica ripromettendoci di usare mezzi più convincenti;

detto fatto domenica siamo ancora li sia pure in versione ridotta:

Serena; Gianluca S;
Gianfranco F; Luciano e me; la new entry Serena

ci da l’ impulso giusto per convincere il masso maledetto
a cedere alla nostra curiosità

L’operazione riesce e intravediamo uno stretto pozzo verticale di 13 metri.

in un batter d’occhio armiamo e mettiamo una corda.


Luciano mi lascia l’onore di passare per primo ma
il passaggio è veramente stretto e cedo volentieri il passo a lui..

che passa con non poca fatica….si scende!!!


io lo seguo a ruota. su rimangono Serena e Gianfranco F.
il quale provvede a bonificare il passaggio.
Nel frattempo il presidente ci abbandona senza calarsi nel pozzo.

OK siamo io e Luciano che tolti gli attrezzi scompare

alla mia vista dentro una bella galleria allagata, è bellissimo,

cammino in solitudine seguendo un placido fiumiciattolo
( sarà direzione San Giovanni, sarà un altro sistema??),

mentre cammino, dopo aver incontrato Luciano che non sta
nella pelle dall’emozione, perlustriamo alcuni punti


interessanti tra cui un cunicolo dove tira aria, poi arriviamo
alla parte terminale della galleria dove un semi sifone
sbarra la strada.. ma penso che sia possibile superarlo
in qualche maniera…ci sarà molto lavoro da fare,
e da tirar fuori dall’armadio le mute di ordinanza !!!
poco male la squadra disostruzione CSAD, è ormai rodata:

NURACHI TI AVREMO TUTTA!!!

Ringrazio tutti quelli
che con grande sacrificio hanno collaborato
a questa scoperta!!!!……il sogno continua

a presto

Gianfranco Canu

Inghiottitoio di Nurachi….. DAI CHE CI SIAMO!!!

Emozionante domenica quella trascorsa
all’inghiottitoio di Nurachi per il continuo degli infiniti
lavori di disostruzione. Appuntamento in sede come al solito,
oggi siamo un bel gruppetto, ci sono io (Gianfranco F.),
Gianluca, Serena, Vincenzo, Silvia, Tonino,
Gianfranco C., Prospero e Luca. La giornata è ventosa e fresca,
ci avviciniamo all’inghiottitoio decisi a fare
più lavoro possibile. Oggi è la prima volta per Serena e Silvia
che non sanno cosa attenderà le loro tute..
soprattutto quella di Silvia che è ancora immacolata!
Tempo di preparare le solite carrucole, secchi di ogni misura
e ovviamente i vari attrezzi del mestiere e si scende giù a scavare.

La zona è ormai definita, una depressione su cui ci siamo
fissati dopo aver provato inutilmente in altre zone della cavità.
Inizio io sul punto più estremo, così come avevamo
lasciato l’ultima volta, c’è ancora tanto fango e ci metto
un attimo a ridurmi in uno stato pietoso. Con me c’è
Gianluca e poco più su Vincenzo che oggi è più che mai deciso
a farci venire il mal di testa. I lavori partono bene,

la posizione non è molto comoda ma riusciamo a portar su
un discreto numero di secchi. A un certo punto però la catena rallenta..
sono più interessato da un punto ben preciso in cui sto lavorando,
lì il fango è decisamente più bagnato, ne sposto un po’ e
inizio a togliere alcuni sassi che a dispetto del punto
sono completamente puliti…. La cosa si fa interessante,
discuto con Gianluca e capiamo che forse stiamo per superare
quel tappo che da troppo tempo frustra le nostre ambizioni.
Mi giro verso di lui.. secondo me siamo sul punto esatto..
Gianluca ne conviene. Nel frattempo però il mio turno
di scavi è terminato, sono stanco e cedo il posto agli altri,
passa una mezzora e mentre mi trovo all’esterno della grotta
vengo richiamato subito all’interno.
Non mi faccio pregare e arrivato al “cantiere”, Vincenzo e Luca
mi fanno vedere cos’è successo negli ultimi minuti.
Proseguendo sullo stesso punto hanno aperto un varco,

ci si può infilare completamente dentro, un cunicolo
discendente di circa 2 metri che termina
in un leggero restringimento. Quello che vediamo più in fondo
è un ambiente più ampio, ancora più giù, in cui posso
notare i massi levigati dallo scorrere dell’acqua!

Sembrerebbe un corridoio! Ovviamente l’euforia è tanta
ma prima di continuare a forzare ci concentriamo
sulla messa in sicurezza del tratto antecedente che è instabile
e sull’allargamento del cunicolo. Non so se la grotta
ha gradito questa nostra nuova intrusione, sta di fatto
che nel momento in cui realizziamo di aver forse trovato la chiave..
scoppia il diluvio. Lavorare in queste condizioni diventa
proibitivo e siamo costretti a battere in ritirata.
Torniamo sotto la pioggia battente fino alle macchine
per rientrare poi in sede in cui la meritata birra suggella
una giornata in cui Nurachi ha pensato bene di
cominciare a concedersi. Che dire.. incrociamo le dita,
ovviamente la speranza è di tornare il prossimo weekend
e non credo sarà difficile trovare qualcuno nel gruppo
che abbia voglia di infangarsi un po’ pur di vedere
cosa ci attende oltre quel cunicolo.
La squadra ha lavorato bene, sia i “giovani” che chi come
me e Gianluca ormai conosce Nurachi come le proprie tasche.
Ora non ci resta che continuare e raccogliere (si spera)
i frutti di tanta tanta tanta fatica!
A prestissimo,
Gianfranco Fancello