Lovettecannas? Maittamindimpottada!


Questo è il motto che ci ha accompagnati domenica 6 dicembre
durante la nostra escursione alla grotta di Lovettecannas.
Partecipanti: il sottoscritto (Gianfranco F), Giovanna dallo Specus,
poi Stefano, Luca e Prospero.
Partiamo verso l’Ogliastra per fare un giro in questa bella grotta
che già feci un paio d’anni fa e di cui conservo un bel ricordo.
A dire la verità i miei ricordi come al solito sono
sempre offuscati, infatti alle innumerevoli domande che
mi vengono poste non riesco a dare risposte esaustive…
insomma.. che mi posso ricordare dopo 2 anni?
Addirittura Prospero mi chiede se dentro si scivola……….
Preferisco non rispondere.

Comunque sia partiamo lungo l’Orientale sarda,
dopodiché deviamo su una strada sterrata che ci porterà alla grotta…
più o meno..
Dopo pochi chilometri arrivano le prime deviazioni e
con esse i primi dubbi.. mi vedo costretto a chiedere rinforzi
e per fortuna via telefono rintraccio il caro Mauro Contu
che mi da qualche dritta per proseguire. Altri pochi chilometri…
altro bivio e… boh…? Che si fa? Decido di andare
a piedi con Prospero alla ricerca della soluzione.
Trovo alcuni cacciatori che in realtà non sono molto d’aiuto
e mentre torniamo indietro vediamo venirci incontro un fuoristrada
con all’interno alcune persone che salutano tutte felici…
metto a fuoco e riconosco i nostri compagni che
nel frattempo hanno avuto più fortuna di noi beccando
la persona giusta al momento giusto. Giampietro Carta di Baunei
è il nostro angelo custode. Lui sa dov’è la grotta
e ci accompagna fino all’imboccatura, meglio di così!!
Il nostro nuovo amico gestisce poco distante un ovile
trasformato in rifugio… anzi riffugio per chi come noi

ama trascorrere i weekend tra i monti, ci ripromettiamo di
passare a bere un bicchierino di vino al rientro.
Ci prepariamo per l’ingresso, per fortuna velocemente.
La grotta di Lovettecannas è un inghiottitoio che
scende per un dislivello di -273mt e tutto questo senza
l’ausilio degli attrezzi.. una pacchia insomma.
Inizio le danze e tutti gli altri dopo di me, Gio, Stefano,
Prospero e Luca che già dai primi metri di grotta
si scatena con la macchina fotografica.

Stretti passaggi si susseguono intervallati da belle sale che via via
discendendo si fanno sempre più grandi e belle con
tantissime concrezioni. Arriviamo così al punto
che ci ha fatto … penare un po’.
Una serie di 3 cunicoli…bagnati. Sorgono i primi dubbi
e le domande.. ma dobbiamo per forza bagnarci?
Perché? Proprio oggi? Non c’è un bypass? Ok,
siamo in 5, perfetto per una votazione in cui la maggioranza
deciderà se fermarci o proseguire. Alla fine si decide
di proseguire e sono il primo a passare. Cerco in tutti i modi
di non bagnarmi ma l’impresa è assai ardua,
dopotutto non sono certo un piccoletto.
Mi arrendo all’evidenza e con un bel maittamindimpottada
striscio lungo il cunicolo e le sue vasche d’acqua.
Ne esco e tutto inzuppato mi diverto a vedere gli altri
che si inventano di tutto pur di bagnarsi il meno possibile.
Mi diverte sopratutto vedere Stefano che supera
questa prova nuova per lui, con un grande entusiasmo.
Ormai è da un bel po’ che lo osservo e ha un sorriso perennemente
stampato in faccia, mi sa che questo qui non ci molla più…

glielo dico… lui conferma divertito!
Ora che siamo bagnati la parola d’ordine è muoversi…
quindi ricominciamo a camminare di buona lena e son contento
nel constatare che i miei compagni d’avventura sono rapiti
dalla bellezza di questa grotta. Durante il passaggio di una bella sala,
sentiamo lo scorrere dell’acqua e decidiamo di andare
a dare un’occhiata. Un bel fiumiciattolo con una piccola
e graziosa cascatella ci ruba un po’ di tempo per le

numerose foto di Giovanna e Luca. Pochi minuti dopo
ci spostiamo all’asciutto e li consumiamo il nostro pranzo
liofilizzato(??).. ovvero salsicce, formaggio e moddizzosu a volontà….
Siamo a -150 mt di dislivello dall’ingresso, si sta facendo tardi
e di comune accordo riprendiamo la via dell’uscita.
La grotta ai nostri occhi è sempre bella, ricchissima
di forme bizzarre che cominciano a farci fantasticare
sulle varie pietanze che ognuno di noi sogna all’uscita dalla grotta.
Arriviamo ai fatidici cunicoli bagnati e ovviamente
se intendiamo uscire… bisogna oltrepassarli.
È il momento del nostro maittamindimpottada e decisi
affrontiamo il gelido ostacolo. Presto siamo fuori dalla grotta,

il tempo di fare un bel fuoco per cambiarci e inizia
il trekking di ritorno al buio verso le macchine.
Siamo a 1000 metri slm, fa freddo… veloce bicchierino di vino
offerto da Luca e ci incamminiamo verso l’ovile di Gianpietro.
Ci accoglie calorosamente e ci fa visitare la tenuta, dopo di che
ci offre un bicchiere di vino.. anzi.. un assaggio di pane.
Ok confesso.. ci trattiene a cena e noi non rifiutiamo l’invito.
Con noi ci sono anche alcuni “colleghi” del CSC e del GGN
e con loro iniziamo a chiacchierare tra una fetta di prosciutto
e di salame per finire con delle ottime fave cucinate

sapientemente dal padrone di casa. È tempo di saluti ormai,
purtroppo la giornata volge al termine e dobbiamo rientrare.
Durante il viaggio di ritorno parliamo di quel che è stato,
Stefano è al settimo cielo, in pochissimo tempo ha vissuto
con noi bellissime avventure e son certo che
questa non sarà di certo l’ultima.
Ringrazio i miei compagni di avventura che hanno accolto
entusiasti la mia proposta di andare a Lovettecannas
e ovviamente il nostro amico che ci ha ristorato
con la gentilezza che è tipica della gente di questi monti.

Alla prossima avventura

Gianfranco Fancello

4 thoughts on “Lovettecannas? Maittamindimpottada!

  1. voi siete tutti matti, ve ne andate sempre in questi posti pericolosi!!complimenti a muggianu per il racconto..mando un caloroso abbraccio da tutti noi a Benedetta che ieri si è procurata un taglio sul sopraciglio sbattendo su un masso a causa di una scivolata sul calcare bagnato, MALEDETTO!!!

  2. Carlo non si può dire che non ti ho pensato mentre dicevo "maittamindipoddada!" durante il passaggio nel cunicolo bagnato! E' stata una bella uscita anche questa, e un'ottima compagnia!Giovanna (Specus)

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