Domenica bestiale

E rieccoci qua amici e amiche a raccontarci nuovamente storie e avventure speleologiche.. qualcuno si chiederà il perché di questa lunga assenza da questi schermi..bene..non c’è un motivo, soltanto poltronite da scrittura..ma sul nostro amato campo tutt’altro che poltrire..tanti fine settimana sono stati dedicati agli aspiranti IT e AI per la preparazione dell’esame che poi è stato superato egregiamente da tutti quanti : questi sono i nuovi Istruttori,Gianluca il presidente e Marcello mentre gli Aiuto sono Gianfranco Canu Marilina e Prospero. Abbiamo anche fatto un paio di punte esplorative al nostro cantiere sempre aperto di Nurachi dove si è tentata una risalita in artificiale e controllato qualche buco in esterno nell’attesa che scenda il livello dell’acqua per poter finalmente andare oltre in quelle gallerie viste a settembre scorso. Siccome Nurachi non ci basta si è intrapreso anche un altro lavoro in un altro inghiottitoio dove l’aria fredda non manca, segnale buono..un’altra cosa degna di nota è che all’interno del nostro gruppo abbiamo anche ben due membri del soccorso alpino e speleologico, i Gianfranco, Canu e Fancello che stanno facendo passi da gigante nelle tecniche d’armo. Sul fronte invece della Commissione Regionale Scuole di Speleologia il CSAD ha avuto l’incarico di occuparsi della logistica per il corso di topografia e rilievo svoltasi a Dorgali qualche settimana fa, corso che ha avuto un’affluenza ci circa trenta allievi i quali hanno espresso la piena soddisfazione per la buona riuscita dell’evento.

Ma quello che comunque oggi vi voglio raccontare è della nostra escursione alla sua altezza grotta su Palu. Tutto è iniziato domenica mattina quando, per farmi perdonare dagli altri amici per averli fatti svegliare un’ora prima del solito orario, ho portato loro un vassoio con i croissant di un famoso pasticciere locale. I presenti oltre al sottoscritto stavolta sono Luca, Serena, Canu e Fancello, Prospero. Abbiamo l’onore di accogliere oggi tra di noi un veterano della speleologia spagnola, Jordi con la moglie, del gruppo speleo di Barcellona. Dopo i saluti di rito ci instradiamo alla volta di Teletottes dove dopo la veloce vestizione ci incamminiamo per il breve tragitto a piedi. L’ingresso è semplice da trovare col suo cancello in ferro..che emozione, ne ho sentito parlare così tanto e finalmente è arrivato il giorno di poterla visitare..ci siamo detti, ci voleva lo spagnolo per deciderci ad entrare!! Fancello apre le danze e via via uno dopo l’altro ci si infila nel cunicolo, una decina di metri di corda su diaclasi ed ecco che l’ambiente si fa già grande..il sorriso spunta su ognuno di noi, da il senso di aver a che fare con una grotta speciale..il nostro pensiero ora è trovare il passaggio con acqua che troviamo a circa venti minuti dopo discenderie e sale di crollo con massi enormi..ognuno affronta quel passaggio umido come crede, con muta o senza ma sempre con il sorriso stampato, troppo divertente. Quello che si apre ai nostri occhi poco dopo è uno spettacolo di rara bellezza che ci fa scordar subito i brividi della gelida acqua, colate luccicanti, concrezioni, colonne in ambienti enormi. I nostri occhi sono in estasi. Troviamo il coraggio di andare avanti e poco dopo troviamo il “ milk of the moint “ così il Fancello ci ha descritto quella poltiglia..a me sembrava il residuo delle cave di marmo degli oroseini. Su Palu continua a regalarci emozioni, splendide concrezioni, cannule a volontà e un capello d’angelo lungo più di tre metri, tre metri e dodici secondo l’occhio clinico di qualcuno..tutti increduli per la rara bellezza..il cammino che ci manca sino al lago è la via del fiume e per arrivarci affrontiamo qualche corrimano e un pozzo di dieci metri che scende direttamente su letto del ruscello, troppo bello. L’acqua pare ancor di più gelida, ma itte mi’nd’ importada.. bagnati sino alle palle o alla patata proseguiamo sino al lago..CEEEE, le esclamazioni si sprecano graandisssimoo. Il nostro traguardo è quasi raggiunto, il campo El Alamein, una enorme sala col suolo “morbido” perfetto per chi decide di pernottare per una più lunga permanenza. Approfittiamo per mangiare un boccone e dare due calci al pallone che chi ci ha preceduto ha lasciato.. uno sguardo all’orologio, breve consultazione e decidiamo di rientrare, un passo un po’ più veloce ma non tanto perché la stanchezza inizia a sentirsi.. con poco meno di tre ore ci troviamo al passaggio con acqua e senza pensarci molto come all’andata ci inzuppiamo per bene, qualche spasmo e via verso le corde che portano all’uscita..Fantastica, tutti quanti abbiamo lo stesso giudizio, lo spagnolo Jordi ha trovato la pace dei sensi..arrivati alle macchine necessita foto di gruppo scattata da Teresa, moglie spagnola che per solidarietà è rimasta ad aspettare senza pranzare..unanime la decisione di mangiar la pizza insieme dove brindiamo per la splendida domenica bestiale goduta al massimo.Dopo il digestivo arrivano aìmè pure i saluti con una promessa di volerci rientrare e vedere ancor di più di quello che ci ha maestosamente mostrato oggi sua altezza Su Palu. Un abbraccio a tutti Il baffo Luc