LA PRIMA VOLTA

Una domenica speciale questa appena trascorsa, per noi ma sopratutto per un gruppo fortunato di ben nove bambini dai 3 ai 13 anni.

Sono i nostri bimbi del gruppo più qualche loro amichetto. L’idea è partita da Giancarlo D.: portare i bambini dentro la grotta di “Sos Jocos”, una grotta piana, vicino a San Giovanni Su Anzu, che tra i suoi tortuosi labirinti presenta anche dei percorsi “facilmente” percorribili dai giovani speleologi. Per alcuni di loro è la prima volta !

I temerari accompagnatori sono Giancarlo D. con i suoi tre splendidi ragazzi (Francesco 5 anni,Gioia 7, Elia 13) ormai già avvezzi al mondo ipogeo e due loro amici, Tonino B.e il suo piccolissimo Simone (Eliano la prossima volta finisci i compiti!!!!!) io con le mie due bellissime signorine Barbara 7, Eleonora 11 e la loro cuginetta Sara 11, più donne di mare e di scogli che di fango e grotta . A darci una mano per fortuna ci sono Marta, Maria Grazia e la new entry del gruppo Pietro, anche lui alla sua prima vera uscita in grotta.

Gli altri del gruppo non so perchè hanno declinato l’invito…….

Il gruppo è allegro ed emozionato: indossati i caschetti e accese le luci siamo pronti ad entrare. Ci infiliamo uno a uno nello stretto ingresso della grotta ed eccoci dentro la prima sala . Ad accogliere i baby speleo c’è la parata d’onore: una bella colonia di pipistrelli pronti al risveglio estivo e un solitario geotritone che sembra voler far loro da guida.

Il fango e il buio sono le cose che più colpiscono i bambini. Le spiegazioni e le raccomandazioni di Giancarlo sono utilissime e così inizia la nostra esplorazione. Vorrei raccontarvi il percorso che abbiamo fatto ma io ero troppo intenta a sorreggere la mia Barbarella, più avezza al palcoscenico e alle scarpette da ballo che al suolo fangoso e scivoloso della grotta. Devo dire che non ero tranquillissima con lei che scivolava ogni due secondi; come ha detto giustamente Giancarlo, forse proprio per colpa della mia agitazione, ma capitemi….,era la prima volta anche per me! Non sapevo che reazione avrebbero avuto le mie figlie in questo mondo che a me affascina ed esalta ma che a loro avrebbe potuto spaventare.

Alla fine sono stati tutti veramente bravissimi: Gioia e Francesco saltellavano ovunque con una agilità invidiabile, i ragazzi più grandi andavano per conto loro senza alcun problema; cosa dire poi del piccolo Simone : il suo bel visino non ha smesso di sorridere un attimo. Era forse il più entusiasta e per nulla spaventato dalle comunque numerose difficoltà che hanno dovuto affrontare.

Giancarlo non gli ha fatto mancare niente : cunicoli, strettoie, pure un pozzo …. e alla fine,dopo esserci infilati per una stretta fessura, ecco la tanto attesa “sala dello scheletro”. Alcuni schifati e altri incuriositi, i bambini hanno seguito con attenzione la lezione di anatomia che Giancarlo ha tenuto utilizzando i resti di ossa umane che si trovano adagiate su una roccia all’interno di questa sala (chissà chi è lo sfortunato e da quanti anni giace lì?!).

Dopo due ore e mezza è ora di riemergere !

I bambini sono stanchi ma contentissimi: per chi non era alla prima esperienza è stata la compagnia il valore aggiunto e per i novelli, la scoperta di un mondo nuovo sotterraneo, è stata veramente esaltante !! Per me, una volta scampato l’infarto, sono veramente felice per le mie bimbe !!

Grazie Giancarlo, spero sia solo la prima di tante avventure da vivere insieme ai nostri ragazzi.

CARLA M.

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Domenica a Sa Icu, beato tra le donne

Reduce dalle fatiche del sabato a Badde Pentumas ma deciso ad onorare la promessa fatta a tre gentil donzelle, eccomi in magazzino a preparare corde, moschettoni e tutto l’occorrente per la discesa alla voragine di Sa Icu, in territorio di Oliena. Faranno parte della squadra anche Carla, Sara e Maria Grazia. Partenza da Dorgali e arrivo al parcheggio distante 15 minuti dall’ingresso della grotta. Inizio a distribuire i carichi, visto che le nuove speleologhe sono piene di entusiasmo non si tirano indietro e riempiono per bene le loro sacche. L’avvicinamento alla grotta è abbastanza faticoso, nonostante il breve tragitto, la pendenza è tale da farci arrivare col fiatone. L’ingresso della grotta si presenta sotto parete, un po’ angusto ma l’ho già fatto altre volte, non avremo problemi. Qualcuna inizia a ripassare le tecniche per il superamento dei frazionamenti. Dopotutto questa è per loro la prima volta che affronteranno tali tecniche completamente da sole, visto che io sono l’unico “esperto” ma son già impegnato nell’attrezzare la calata. Approfitto del comodo armo di testa per improvvisare una veloce lezione d’armo, niente di difficile ma tale da incuriosire le mie compagne che vogliono darmi una mano. Ed ecco che Carla, coadiuvata da Maria Grazia e Sara, inizia a filare la corda nella sacca che utilizzerò per attrezzare. Mi ricordo che l’ultima volta la discesa era caratterizzata da una difficoltà un po’ particolare… la presenza di una miriade di geotritoni e anche stavolta è così. È difficile scendere stracarico di attrezzatura e muovermi comunque in punta di piedi tra un numero così elevato di simpatici anfibi, eppure, che ci crediate o no.. riusciamo a non fare vittime lungo il nostro passaggio! Dopo di me arriva sul fondo Sara, poi carla ed infine Maria Grazia. Tutte senza alcun problema. Son contento per questo, meritano una capatina al ramo di destra, caratterizzato da un paio di strettoie, neanche tropo strette, e da tante tante eccentriche. Le foto si sprecano, è un ambiente magnifico, siamo immersi in una pace gradevolissima e li dentro il tempo vola. Si chiacchiera, si osservano le meravigliose concrezioni che ci avvolgono e i poveri geotritoni che evidentemente non gradiscono il nostro intrufolarci in casa loro. Pranzetto veloce a base di cibi liofilizzati (si lo so.. non ci credete) e tante risate, sia per gli argomenti del nostro chiacchiericcio e sia per i curiosi tonfi che ogni tanto sentiamo di geotritoni che cascano (o si lanciano) di qua e di la. Stiamo attenti che non finiscano nelle nostre confezioni del cibo e raccolto tutto iniziamo la risalita. Saremo lenti m’immagino ma oggi le donne sono decise a stupirmi ed eccole a risalire una dietro l’altra con un ritmo che non immaginavo. Ma ovviamente non posso che esserne contento. Io sono l’ultimo visto che devo recuperare il materiale e appena rivedo la luce vengo accolto da alcuni fiori di campo che sono stati raccolti per me… ma che deve chiedere di più un istruttore?? il regalo più bello per me è però averle viste migliorare giorno dopo giorno fino a che non è arrivato il momento in cui si sono rese indipendenti. Brave. Raccogliamo tutto, ridiscendiamo il sentierino fino alla macchina e via di corsa verso Su Gologone dove ci aspetta un.. due…. tre.. birre fresche per brindare alla bella escursione. Li, troviamo anche alcuni amici dello Speleo Club Olienache ci offrono da bere e casualmente anche i nostri Gianfranco C. e Valentina che passavano di li per un giretto domenicale. Che dire.. ovviamente sono molto soddisfatto dio come l’escursione è andata,la compagnia manco a dirlo era bellissima…. chissà se la pensano allo stesso modo le mie compagne d’avventura…

Alla prossima,

Gianfranco F.

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