Nuove scoperte diventano GROTTA!!!

Dopo l’avvistamento e l’iniziale disostruzione del piccolo buco scoperto nelle ultime 2 settimane, la voglia di andare a togliere il punto interrogativo che ci siamo lasciati è tanta. Domenica scorsa siamo riusciti a liberare un po’ l’ingresso ead affacciarci in quel che sembra un pozzetto di 20 metri. Scendere era però impossibile visto che la fessura necessitava di cure più drastiche, per questo ci ridiamo appuntamento per sabato 25, dopo pranzo. Siamo io (Gianfranco F.), Marilina, Luciano, Pietro “neutrino”, Prospero, Luca, Serena e da Muravera Raffaele e la scopritrice Tamara. Preparato il necessario, si continua a ripulire dai detriti lo stretto ingresso, finchè arriva il momento di intervenire pe convinvere il passaggio ad allargarsi. Basta poco, due colpi ben assestati e tutto sembra possibile. Luciano si riaffaccia dentro per vedere la situazione, nel mentre gli chiedo se si può tentare una discesa, il suo “SI” mi mette le ali, subito mi imbrago, prepariamo il trapano, fix, corda da 40 metri, moschettoni, anelli.. insomma, tutto il solito armamentario da discesa. Piazzo il primo fix all’esterno, collego la corda e mi infilo di piedi nello stretto passaggio. Vedo sotto i miei piedi ma non so se riuscirò a passare, inizio a scendere.. sembra mi stia incastrando, insisto, controllo il respiro e giù!! supero lo stretto passaggio iniziale. Faccio 2 metri e già mi accorgo che non si tratta di un semplice pozzetto di 20 metri come pensavamo! È subito grotta, frazionamento e via ancora giù una decina di metri, mi trovo al centro di un bel salone di crollo, son già presenti belle concrezioni e cannule, mi sposto lateralmente qualche metro e scorgo un passaggio che sembra un ulteriore pozzetto, così è. Nel mentre mi raggiunge Prospero, armo la discesa, discensore e giù per altri 11 metri. Nuova sala, tutto è ricoperto da bellissime concrezioni a cavolfiore. Nel frattempo la mia corda da 40 metri è già finita, Serena e Marilina ne portano un’altra visto che nel grande salone troviamo un’ulteriore discesa, prontamente armata ci caliamo per altri 7 metri fino a una saletta molto bella ricca di colate e con un forte stillicidio. Lateralmente si apre un passaggio da cui si arriva a una piccola zona che pare formata da granito in disfacimento!! Una breve discenderia ci dice cha da li non si passa, quindi risaliamo ai saloni superiori e iniziamo a frugare e a infilarci in tutti i buchi possibili. Non riusciamo a trovare prosecuzioni, nel frattempo poi s’è fatto tardi, decidiamo di risalire. Quando arriviamo all’ingresso della grotta è ormai buio, chi è rimasto fuori si scalda davanti a un bel fuoco e naturalmente vengo (giustamente) assalito dalle domande. C’è tanta euforia, non pensavamo di poter entrare così presto in questa.. ormai si può chiamare grotta.. ! La maggior parte deve ripartire, io e Luciano decidiamo di restare in zona e facciamo campo li vicino. È una bella serata, non fa freddo, poi il fuoco che ci siamo fatti assomiglia ad un falò. Naturalmente arrostiamo qualche delizia e col sorriso stampato ci scoliamo un po’ di vino e affini….! l’indomani ci prepariamo per rientrare in grotta, ci occuperemo di tracciare una poligonale per stimare la profondità. Nel frattempo da Dorgali arrivano Prospero e Carla che vista la bella giornata ha portato con se le bambine. Con Luciano finisco le misurazioni, la poligonale da una profondità di 41 metri. Nel mentre io risalgo e Prospero da manforte al prode Luc per continuare le ricerche di prosecuzioni ma per ora niente da fare. Siamo costretti ad arenderci.. ma solo per questo weekend, non mancheremo certo di cercare il proseguo di questa bella grotta, battezzata “Pozzo Tamala”. La speranza è che non sia un pozzo fine a se stesso vista la notevole vicinanza alla grotta di Lovettecannas e Murgulavò.

A presto con nuovi aggiornamenti da Pozzo Tamala

Gianfranco Fancello

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Nuove scoperte

Giovedì sera, riunione in sede.

Carla ci racconta del buco-stufetta trovato domenica scorsa insieme a Prospero e agli amici di Muravera, sarà che lo racconta bene.. sarà che ne abbiamo proprio voglia, ci ritroviamo domenica mattina pronti a partire con gli attrezzi da scavo. Siamo io (Gianfranco F), Carla, Prospero, Maria Grazie, Luca e Serena, inoltre da Muravera arrivano Roberto, Tamara, Natalia e Raffaele. (Incredibile.. mi son ricordato tutti i nomi!!), comunque partiamo verso il Supramonte, Carla Kankunnen ha difficoltà nel rally che ci aspetta tra strade innevate e fangose ma abilmente ci porta fino al parcheggio da cui inizierà il trekking di avvicinamento verso questo buco che non vedo l’ora di valutare. Incrociamo un po’ di amici di Sassari, Cagliari e Nuoro. Il paesaggio è magnifico, tutto è bianco, immacolato, solo questa visione vale il “biglietto” ma per fortuna tali meraviglie a noi indigeni sono fornite gratuitamente da madre natura. Ci avviciniamo pian piano verso la roccia che nasconda la stretta fessura, l’aria c’è, promete bene, iniziamo a lavorare di buona lena, i ragazzi di Muravera son dei minatori nati, magari non con attrezzature adeguate (vedi scarpe di Natalia…), i nostri se la cavano bene, lavorano instancabilmente, anche Prospero dirige i lavori come un vero capo cantiere. In poco tempo liberiamo di terra e sassi finchè non arriva il mio turno, continuo a scavare finchè non mi posso infilare di testa verso il punto in cui sembra più forte il flusso d’aria. “Zitti tutti!!”…

Sembra vada in sub-orizzontale ma la pietra che lancio mi smentisce: è un pozzo! Ripeto il lancio, la pietra scende, sbatte un po’, continua a scendere per 2 secondi, per altri 2 seconti non si sente niente, poi sempre più lontana! passano 6-7secondi e la pietra lontana si sente ancora scendere! E’ evidente a questo punto che qualcosa di molto interessante si nasconde li sotto. Prima di azzardare una discesa però dobbiamo fare un po’ di pulizia, bonificare l’ingresso e liberarci di un grosso masso che ci impedisce un’entrata comoda e sicura, ma a lui ci penseremo nel prossimo weekend! Ci accaniamo su di lui con gli attrezzi che abbiamo portato ma è evidente che necessita di “cure” più decise. Nel prossimo weekend vedremo di farci valere. Intanto torniamo alle macchina, c’è da arrostire, da suggellare con un buon bicchiere di vino questa bella scoperta. Perchè è così interessante? Perchè si trova esattamente tra Lovettecannas e Murgulavò…. fate voi!

Alla prossima

Gianfranco Fancello

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