Pozzo Tamala, la grotta strappamutande!

Dopo una breve pausa rieccoci al Pozzo Tamala per continuare le ricerche del passaggio che ci consenta di superare i primi ambienti scoperti dopo le abbondanti nevicate di quest’inverno. La compagnia non è molto numerosa ma non ci scoraggiamo. Partiamo in 3, siamo io: Gianfranco “Mc Zorvin”, Carla “Fiammetta” e Pietro “Neutrino”. Lo scopo, oltre che continuare le esplorazioni, è di disarmare le calate recuperando il materiale che era stato lasciato due settimane prima. La giornata è splendida, viaggiamo lungo l’Orientale Sarda e col sole che ci fa compagnia mi chiedo se ho veramente voglia di entrare in grotta ma Carla non l’ha mai vista e Pietro è insaziabile.. quindi non posso tirarmi indietro. Arriviamo all’imboccatura della grotta, prepariamo i materiali necessari e ci caliamo all’interno. Io scendo per primo, Carla dopo di me e chiude Pietro. La grotta è impostata su 3 livelli di frana, oggi ci concentriamo su uno in particolare, quello che sembra essere il più promettente, ci infiliamo ovunque, Pietro sembra indemoniato, è una forza della natura, Carla non è da meno, io dirigo i lavori. Vabè scherzo, pure io mi do da fare.. lo testimonierà dopo la mia tuta squarciata tra le simpaticissime concrezioni a cavolfiore. Mi do così tanto da fare che a squarciarsi son pure le mutande! Che poi non si dica che non do tutto me stesso in grotta! Giriamo per la grotta in ogni pertugio umanamente fattibile, lo facciamo per 3 ore ma niente, non si viene a capo di questa grotta che tanto velocemente si è concessa quanto altrettanto velocemente ci ha ingabbiati nei primi belli ambienti senza lasciarci andare oltre. L’ottimismo però non ci manca, noi siamo quelli di Nurachi, quelli che per 3 anni hanno scavato in un ingresso senza mai arrendersi. Anziché recuperare il materiale decido di modificare l’armo e di lasciare la grotta attrezzata in modo permanente perchè di sicuro non finisce qui, continueremo a torturarla finche non confesserà dove si nasconde il passaggio. Grazie a Carla che sempre di più si dimostra un’ottimo e divertente componente del nostro gruppo e a Pietro che a soli 17 anni può vantarsi di tante bellissime escursioni e anche lui cresce di domenica in domenica.

Alla prossima avventura

Gianfranco Fancello (chiappa)

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