Inghiottitoio di Nurachi senza fine


 Dorgali, ore 8.40 del 17 giugno 2012

 E’ gia caldo e mi fa bollire il cranio,

Alla sede del CSAD, Marcello e già operativo, pochi minuti e arriva anche Carla. Ci muoviamo, tappa al bar per un caffè e alle 9 e spiccioli siamo a pochi metri da Nurachi. Entriamo rinunciando a mettere 3 spezzoncini di corda, effettivamente con un po’ di occhio si va giù in libera proprio come una pallina da flipper. Ci fermiamo prima della Sala Parto ( così chiamato l’attacco della corda da 10 visto che il passaggio per un metrazzo e mezzo è largo e tondo come un orifizio ). Marcello va giù, io e Carla siamo qualche metro sopra in una piccola saletta. Se marcello ha visto giusto, aprendo il passaggio, eviteremo la Sala Parto, questo vorrebbe dire andare giù senza imbrago e attrezzi. Beh, Marcello ha visto giusto, meno di 10 minuti e siamo a contatto di voce. Ci separano solo una cinquina di metracci pesanti di pietre fango e pietroni e visto che non abbiamo carta e penna , emm.. un lapis.. abbiamo carta e penna ma non abbiamo piede di porco, punto e mazzetta, decidiamo di andare avanti alla congiunzione per topografare ( topografare parola grossa ) dalla cascata al sifone. Carla e io raggiungiamo Marcello, vado giù io e subito a pietra viene giù Carla. Messa la muta, presi i sacchi e superiamo la vasca dopo Sala Zarrone ( quella vasca battesimale dovrebbe avere un nome non credi ?) anche il punto G viene superato con molta “nonscialans” ma mister Bumm ha detto che per passare con il bibo è stretto, ci penseremo dopo, arriviamo alla congiunzione, ci buttiamo nel fiume e risaliamo. Arrivati alla cascatella Marcello dice: li ci sono 3 camini grossi. Non afferro bene il “Lì”di Marcello, vabè, alla cascata armati di bussola metrella e taquino Carla fa la stenografa, Marcello schizza avanti con la metrella e io do i numeri. La galleria sul letto del fiume è mediamente larga 3-4 metri, la volta è ad arco, la direzione è W 260-240-270 e le distanze da un punto all’altro:18 metri, 9 metri, 6 metri se non sbaglio. Siamo alla saletta del sifone, prendiamo le misure di quest’ ultima sala e alle spalle del laghetto, dove c’è la spiaggietta di fango, Marcello vede un po di buio più intenso e meno solido. E’ un passaggio fra la duna di fango e la parete rocciosa direzione W 270. Va avanti per una cinquina di metri e si ferma su un buco poco piu piccolo del Punto G ma tira aria …uuuu se tira, potrebbe bypassare il sifone che il nostro uomo proteo ha già passato e esplorato e oltre il sifone la galleria continua sempre con il fiume ma ci sono dei passaggi sia a destra che a sinistra, torniamo sui nostri passi sul letto del fiume ( viale dimensione proteo ? ). Pochi metri dopo la cascata, tornando indietro, sulla destra si apre un pertugio: entrando la il“MAAADOOOOOoooooooo” è spontaneo, siamo in una saletta di dimensioni non eccezionali ma il soffitto appare molto molto ma molto lontano. Siamo su un camino grande, anche qua le direzioni vanno sui 240-270 azimut. Infilandoci in una spaccatura dove viene giù un po di pietrame basaltico leggero leggero ne usciamo in un altra saletta un po più grande della prima e con il soffito ancora piu lontano. Questa ha altri camini che proseguono per chi sa dove, quì è d’obbligo un altro “madoooo!!”. C’è un’ altra saletta come le precedenti e oltre al “madoooo” ci sta anche “quella vacca di nonna papera” ( che sia la Sala delle 3 Marie ). C’ è anche un pozzetto di qualche metro, a vederlo così a occhio è facile da scendere ma ostico per risalire e visto che le uniche corde che abbiamo appresso sono i miei peli rimandiamo alla prossima. Torniamo indietro, c’ è da aggiustare un po il Punto G. Recuperato un leverino, un malepeggio e un punzotto torniamo al Punto G. Mary Poppins alias Marcello apre il sacco e tira fuori il buon Makita. Con il suo pezzo da 50 ci fa 3 fori poco convinto, ne carica uno, parte il botto, non si sente rumore di detriti e pensiamo a un flop. Il flop ha tirato giù un pezzo da 50x40x15. Altro foro, altro botto e questa volta è rimasto tutto sù ma con due colpi di mazzetta cede. Ancora un foro, è tutto pronto ma manca lo spingi manzo. E’ scomparso, mi viene da chiamare “Chi l’ha visto”, L’ispettore Gadget, Colombo, ci frughiamo anche dentro le mutande ma niente. L’Ispettore Moi vorrebbe farci un ispezione corporale. La gost wuisper Carla vede un po’ l’anima dello spingi manzi, il Jonny Bassotto Bobo fiuta a trenta metri i resti dei manzi e lì lo becca che con il buco intasato di chissaà cosa si era nascosto onde evitare che Moi le prendesse come uomo cannone un’ altra volta. Mettiamo via le nostre cose e ci avviamo verso l’uscita, Carla Cenerentola recupera una suola delle sue scarpette prima che possiamo racoglierla io o il Moi per poi spacciarci per principe azzurro. Superata Sala Zarrone arriviamo a Cicciput dove l’uomo ragno invita la donna bionica a salire sù ma sul ghiaccio marrone è scivoloso come la nutella, la mora dopo pochi tentativi desiste visto che è pressoche scalza fin dalla zona della disostruzione dei toscani. Pollicino arla recupera l’altra suola, io e Moi ormai siamo gli orchi a caccia di molliche di suola.Pochi laghi e siamo fuori

 Salvatore Manca (Boboreddu)

 

4 thoughts on “Inghiottitoio di Nurachi senza fine

  1. Bravi ragazzi, così vi voglio! mi raccomando, anche dopo la mia partenza voglio sempre poter pubblicare belle notizie quindi confido in voi. Non sarò lì con voi a scavare e a riempirmi di lividi ma su dal Nord vi penserò sempre

  2. tranquillo non scaveremo ; ma andremo avanti , male male che vada completeremo la mutazione da uomo a proteo, in quei meandri orizzontali
    fino alla nuova dimensione chirotteri , chi sa forse prima della fine del mondo avremo la nuova razza di protei alati
    uomprotchiro arti umani corpo di proteo e ali di chirotero
    sara’ il 2013 ????????
    nel mentre che farnetico , pensieri demenziali le idee poche e confuse prendono ordine
    vado sempre a infrattarmi in grotte bagnate di fiumi

  3. …e bravi i nostri proteo-esploratori, Nurachi rappresenta una continua e inesauribile fonte di novità speleologiche, complimenti a tutti quanti, menzione speciale al mitico Boboreddu, al quale non manca mai la sua vena poetico-romantica che, opportunamente “levigata” dal buon Zorvinu, riesce a rendere i resoconti speleologici accattivanti, avvincenti, leggeri, oserei dire fiabeschi… ma chi conosce nurachi sà che però non è affatto vero!!!
    Saludos

  4. Altro che Cenerentola ! Questo é il Paese delle meraviglie !! Mi sono ristretta , accorciata e appiattita come Alice per poter penetrare in questo favoloso cunicolo e le fatiche sono state ampliamente ripagate. Inseguire il Biaconiglio è stato veramente faticoso ma come sempre ci ha regalato l’emozione della scoperta facendoci sentire un pò esploratori anche a noi.
    E tu ,Cappellaio Matto sei stato veramente uno stoico cavaliere che nonostante muta bucata, ginocchia fracassate e stomaco contorto mi è stato di grande conforto e di allegra compagnia.
    Aspetto di riprendermi per continuare l’avventura….

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