104 anni e non sentirli

Centoquattroanni in due nelle viscere della periferia di Dorgali.

E si cari amici, a Nurachi proprio centoquattroanni perfettamente
divisi in due per vedere da dove nasce, ma soprattutto dove passa il sistema di
S. Giovanni su Anzu. Questo fine settimana a dare una mano all’ inghiottitoio di Nurachi con il sottoscritto c’ era con me Mimiu Pintori ( GGN di Nuoro), per cercare di documentare almeno con la poligonale quello che sino ad oggi era stato esplorato. Ma purtroppo da quando nella mia mansarda si sta insediando il signore tedesco noto con il nome di Alzheimer mi sono accorto di aver
dimenticato a casa il blocco per trascrivere gli appunti. Non ci perdiamo d’animo e decidiamo di entrare lo stesso cambiando leggermente il
programma, inizialmente turistico, ( faccio vedere gli interessanti camini ubicati nei pressi del 1°sifone a monte, sifone che baypassiamo dal ramo scoperto da Luciano, per arrivare poi al 2° sifone a monte. Un stretto cunicolo
posto proprio di fronte al sifone, ci fa pensare che sia il punto dove si possa bypassare anche il 2° sifone, cosi da evitare a portare bombole e materiale subacqueo. Una decina di minuti di lavoro con un leverino e si supera anche
quello stretto passaggio, ma purtroppo per noi, termina in un ambientino stretto con una pozza d’acqua che impedisce la progressione. Prendiamo le direzioni con la bussola, e iniziamo il viaggio di rientro, pensando come avremmo potuto portare i materiali subacquei in quello che e stato definito “ramo penitenza ” per la sua conformazione sempre molto bassa e quindi
con andamento di ginocchia e sdraiati, ma sempre con la costante di avere
sempre acqua che scorre. Un po’ delusi decidiamo il di rientrare, ma ad una
cinquantina di metri sulla destra idrografica del fiume S. Giovanni ci incuriosisce un basso passaggio allagato, di 7/8 metri di lunghezza, dove per poter respirare dobbiamo posizionare i caschi di lato. La nuova galleria va avanti cambiando direzioni, incontriamo una finestrella sulla sx con una
discreta fuoriuscita d’aria, mentre sulla dx troviamo altri due passaggi anche
loro molto stretti, ma con la “ musica ” che tanto desideriamo sempre sentire
nelle nostre esplorazioni, acqua che scorre…. Suono che più o meno a la
stessa frequenza del fiume S.Giovanni. I bassi e stretti passaggi, per poterli
superare io penso che con un’ oretta di lavoro con un leverino si dovrebbe
passare). Continuiamo la nostra esplorazione per terminare in un altro sifone.
Cerco la bussola per vedere dove siamo andati a finire e purtroppo anche quella é andata ( vetro rotto e fuoriuscita del liquido). Visto che l’apparecchio si è rotto i pareri sulle direzioni percorse con il mio compagno di esplorazione
Mimiu sono contrastanti, ma sarà la prossima esplorazione a fugare questo
dubbio, e di sicuro in tutti i casi siamo sempre più vicini al centro abitato di Dorgali. Se il tempo resta stabile e non arrivano grosse precipitazioni, nelle
prossime settimane dovremmo rientrare e proveremmo a togliere altri
interrogativi al grande sistema carsico di S. Giovanni Su Anzu.

Io personalmente, e a nome del CSAD, ringrazio a Mimiu ed il GGN per la 
preziosa collaborazione.
Moi Marcello * 
* = CSAD Vittorio Mazzella Dorgali 

Storia di una Sede

Era il 1997 quando ci venne affidata la gestione di un locale. Andammo a visionarlo, non era un grande spettacolo, tutto cadeva a pezzi, pareti semi crollate, insomma.. un rudere. Noi però a quel rudere volevamo ridare vita e di buona lena, tutti insieme, iniziammo i lavori per risistemare e rendere fruibile quegli ambienti. Così nasceva la Sede del CSAD di Dorgali. Dopo un paio d’anni in cui le riunioni venivano svolte a casa dei soci, avevamo finalmente una Sede comune, in cui poter promuovere le nostre attività. Se quelle mura potessero parlare, vi racconterebbero di tanti corsi speleo, di tante discussioni ma di altrettanti abbracci. Feste di compleanni? Innumerevoli!! Nella nostra sede ci hanno salutati i nostri amici Ungheresi, Francesi e Svizzeri. Vi parlerebbero degli amici tedeschi che bevevano birra come fosse acqua, oppure degli spagnoli che ci prepararono addirittura la paella!! Senza contare le grigliate insieme a tanti amici dei tanti gruppi sardi e non. E non dimentichiamo Lilla, la cagnetta, di uno dei nostri vicini, che ormai è diventata la nostra mascotte! Freddi inverni passati davanti alla stufa a progettare chi sa quale esplorazione, calde estati passate nel cortile esterno, con una birra fresca in mano magari, parlando dei lavori a Ziu Santoru o a Nurachi, della pulizia a Ispinigoli o di una bella nuotata al Bue Marino. Riunioni semi serie, con tanti progetti portati avanti ma anche tanta allegria e voglia di stare insieme in un locale che per noi è diventata la nostra seconda casa. Purtroppo questa casa non è più nostra, è stata destinata ad altro uso. Giovedì scorso abbiamo iniziato i lavori per il trasloco di tutti i nostri materiali. Destinazione? Ignota. Per ora il CSAD si ritrova senza una Sede, con tutte le difficoltà che una situazione del genere comporta. Con la speranza di trovarne presto una nuova in cui continuare la nostra passione.

Gianfranco Fancello

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