Una giornata “diversa”

È proprio così che la definisco, relativamente all’ultima domenica passata in grotta.

I protagonisti, questa volta sono rappresentati da un gruppo di persone appartenenti all’Associazione Speedy Sport di Dorgali, che si occupa di discipline sportive e non solo per atleti diversamente abili.

L’idea e la voglia di far provare l’emozione di un ingresso in una grotta non turistica ai ragazzi disabili di questa associazione esisteva già da un po’ di tempo, la gestazione travagliata e lunga con imprevisti di vario genere ci hanno fatto rimandare l’appuntamento ma, finalmente dopo aver messo a punto gli ultimi dettagli, domenica 14 abbiamo centrato l’obiettivo .

In breve la “cronaca”: il C.S.A.D., in “forze” con, in rigoroso ordine alfabetico, Carla, Gianluca, Graziano, Luca, Marco, Marilina, Matteo, Pietro, Prospero e Tonino è finalamente operativo; l’appuntamento è fissato verso le otto e trenta alla grotta di San Giovanni, da qui raggiungeremo la grotta de “Sos Jocos”, ottima palestra, anche in questa occasione sia per la vicinanza alle macchine, che per la semplicità del percorso speleologico.

In ordine e in orario più o meno rispettato arriviamo e subito ci raggiungono i veri protagonisti, accomapagnati da un numeroso gruppo di familiari e non; alla fine entreranno in grotta, divisi in due gruppi diciasette ragazzi della Speedy accompagnati da una quindicina di familiari e da otto soci del CSAD.

La giornata è perfetta, un bel sole, niente vento, temperatura ideale; subito l’ambiente si riempie di un bel vociare, tanti volti incuriositi osservano la preparazione dei caschi e, mentre Prospero attrezzando una calata nelle pareti all’ingresso di San Giovanni attira parte delle attenzioni, altri ci osservano mentre mettiamo a punto alcuni caschi con l’acetilene.

Divisa la comitiva in due gruppi, ci dirigiamo con il primo verso la grotta, mentre il secondo verrà intrattenuto da Prospero e Carla con la calata preparata a San Giovanni.

L’avvicinamento è veloce, hanno un ottimo passo, personalmente e qui credo di essere concorde con il parere di tanti del CSAD, non è questo che ci preoccupa, piuttosto non sappiamo la reazione che potrebbero avere una volta all’interno della grotta; ne abbiamo parlato fra di noi, lo abbiamo esternato agli accompagnatori, noi per la prima volta accompagniamo questo tipo di visitatori, non sappiamo come reagiranno, abbiamo in mente un percorso di massima, il farlo o meno lo vedremo solo una volta entrati all’interno della grotta…

Per favorire il loro ingresso abbiamo posizionato un corrimano che parte dal canceletto dell’ingresso della grotta per una decina di metri verso l’esterno. Ci posizioniamo nei punti strategici ed iniziamo a far entrare i ragazzi che, grazie anche alla collaborazione degli accompagnatori, viene superato con relativa tranquillità; le prime macchie color fango che compaiono nel loro abbigliamento segnano definitivamente il loro battesimo speleologico !!!!

Nella sala d’ingresso sondiamo i loro umori, osserviamo un paio di geotritoni infastiditi dalle voci e dalle luci e facciamo una sorta di prova del nove, ci sediamo tutti per terra, spegniamo progressivamente le luci dei nostri caschi e otteniamo il buio assoluto… la reazione, ottima, tutti tranquilli.

È deciso, si prosegue verso la sala dello scheletro, la raggiungiamo attraverso il passaggio tradizionale che non crea particolari problemi e qui osserviamo ciò che resta di un incauto antenato speleologo. Il rientro verso l’esterno procede senza problemi, alcuni accusano la stanchezza, il camminare con la schiena piegata, le pietre scivolose aumentano le difficoltà, ma non li blocca; nei loro volti, nei loro commenti cogliamo gioia, stupore, meraviglia, ma soprattutto credo che la contentezza di aver superato questa prova in maniera molto serena sia stato il loro merito più grande.

In attesa del secondo gruppo che Marilina è andato a richiamare a San Giovanni, i nostri primi commenti non possono che essere molto positivi, c’è grande determinazione in questi ragazzi, grande voglia che unita alla nostra collaborazione e a quella dei familiari ci ha consentito di raggiungere questo risultato, bissato in maniera pregevole anche con il secondo gruppo.

Rientrati a San Giovanni constatiamo piacevolmente, il successo della calata attrezzata da Prospero, la quale ha suscitato oltre che curiosità, stimolo di competizione, visto che alcuni ragazzi si sono cimentati con grande determinazione in una prova di risalita su corda.

Concludiamo la giornata con un piccolo rinfresco offertoci dai familiari dei ragazzi disabili, dove pizzette e dolci vari sono stati adeguatamente innaffiati oltre che dalle bibite anche da un buon vino. Nei saluti finali, oltre ai ringraziamenti di rito reciproci è stata menzionata l’intenzione sia da parte del CSAD che da parte della Speedy sport di collaborare ancora in futuro, facendo sì che la giornata appena trascorsa rappresenti solo l’inizio… se son rose fioriranno.

Concludo con alcuni ringraziamenti: a nome del CSAD a Daniele Nieddu per averci prestato un bel po’ di caschi, a tutti i soci CSAD che hanno reso possibile la riuscita di questo piccolo evento ed, un ultimo, non per importanza al Zorvinu che a quest’appuntamento ci teneva tantissimo e che dal “lontano” Veneto tiene costantemente aggiornato il nostro blog..

Gianluca Serra.

 

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Nurachi continua.. ecco le immagini!!

Eccovi le immagini del weekend di rilievo dei nuovi ambienti nel Sistema Carsico di San Giovanni Su Anzu. tali immagini rendono l’idea di cosa affrontano i nostri ragazzi quando vanno in esplorazione e/o rilevano. Conosco bene l’Inghiottitoio di Nurachi e quello a cui ci ha portati.. per questo rinnovo i miei complimenti a chi continua a lavorarci con impareggiabile forza di volontà e tenacia.

Gianfranco F

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