Tato

Dopo un anno di grotte, trekking, e spuntini vari….il 30 marzo 2014 è venuto a mancare un membro importante del CSAD…..Tato, il cane della nostra amica Carla….con questa lettera voglio solo salutarlo e ricordarlo, perchè  è stato un cane-speleo formidabile ….in grotta andava dappertutto, tutti i buchi erano suoi ….senza parlare dei trekking, faceva sempre il doppio di noi, andava e tornava, andava e tornava. Insomma ci manchi tanto Tatino ed anche a Babhur, il tuo amico-nemico……questo amore e odio che però vi legava fin che non vi azzannavate e tu tornavi da Carla con la coda tra le gambe…..beh che dire, manchi…….non continuo a scrivere perchè  ci sarebbe da fare un romanzo di avventure e tu caro amico le hai vissute a mille! ciao.

Potrà sembrare strano ma Tato mi ha chiesto di pubblicare a sua volta una lettera indirizzata a Carla e a tutto il CSAD, con piacere pubblico:

Ciao Carla e ciao ragazzi del CSAD,

ho dovuto anticipare i tempi, ma sono dovuto andare.

Non che non mi piacesse stare con Te, anzi…. Mangiavo ciò che volevo e quanto volevo, potevo uscire quando mi pareva e potevo persino permettermi di non rientrare a casa!!!! Per avere un po’ di coccole dovevo spesso scontrarmi con le due mie sorelline, ma era bello, perché poi ne ricevevo anche da loro. Una volta per restare fuori casa senza permesso, ho fatto finta di perdermi e così mi sono infilato dentro un’ovile dove mi aspettava un’adorabile cagnetta che mi ha rubato il cuore. In cambio Lei mi ha ricoperto di pulci e io mi sono sentito un re!! Poi il pastore, suo padrone, per gelosia mi ha spruzzato addosso un’orribile deodorante che per fortuna Carla che mi cercava è venuta a riprendermi, ha cercato di togliermi per giorni.

E poi giù a Su Molente che sfacchinate a fare da apripista e poi controllare che seguissero tutti e che non si perdessero. Perché questi ragazzi sono un po’ indisciplinati e amano andare in posti strani…sottoterra.. vorrei chiederti scusa per tutte le volte che Ti ho fatto spaventare specie la volta che sono scivolato dentro un buco in una di quelle grotte che Tu ami tanto visitare, Corallinu. Una delle cose che non riesco a capire è il perché amiate questi posti dove non c’è sole, non ci sono cani a parte me, non ci sono capre da poter rincorrere se non le ossa…

Ma da dove sono ora posso vedere le cose diversamente…

Con Affetto, Tato, Vi porterò sempre nel mio cuore. BAU!!

 

 

Tato impegnato a sgavvare a Su Molente

Tato impegnato a sgavvare a Su Molente

Tato guida il gruppo in esplorazione

Tato guida il gruppo in esplorazione

Tato che indica ai suoi compagni il modo migliore di affrontare una strettoia

Tato che indica ai suoi compagni il modo migliore di affrontare una strettoia

Tato che trascina Carla in salita

Tato che trascina Carla in salita

A Sos Jocos

Ho dovuto riguardare il blog e l’articolo che avevo a suo tempo scritto per ricordarmi che, domenica 14 ottobre 2012, con la giornata dedicata ai disabili il sottoscritto  aveva fatto l’ultima escursione in grotta !!

Poco male penso, tante cose nella mia vita personale son cambiate e adesso in questo momento il mio apporto (inteso come partecipazione alle uscite del fine settimana) è abbastanza limitato.

Comunque sia, sabato 11 maggio, assieme a diversi soci del gruppo son riuscito a “rientrare “ in grotta dopo oltre sei mesi di digiuno speleologico!!!

L’occasione è data dall’accompagnamento di una classe, la II^ D della Scuola Media Inferiore di Dorgali, composta da 22 volenterosi ragazzi accompagnati da due insegnanti.

Proseguiamo sulla scia di un percorso tracciato, iniziato già nel 2009, con l’introduzione di visite guidate in grotta di scolaresche con l’intento e, soprattutto la speranza, di raccogliere i frutti in futuro di quanto seminato nel presente…

Obiettivo sos Jocos che per esperienza, organizzazione logistica, si presta perfettamente per le nostre esigenze; arriviamo in ordine sparso a partire dalle 8.30 a San Giovanni, oltre al sottoscritto, Gianluca c’è un bel gruppetto del C.S.A.D. composto (citazione in rigoroso ordine alfabetico) da Carla, Giancarlo, Graziano, Luca, Luciano, Marco, Marilina, Marinella, Prospero e Tonino.

I ragazzi ci raggiungono con lo scuolabus, noi stiamo completando gli ultimi preparativi e subito un chiassoso vociare spezza la quiete mattutina… dagli zaini degli studenti escono fuori le tute bianche (per adesso), i guanti… “hanno ascoltato i consigli che abbiamo dato“ penso.. e subito in pochi minuti una “marea” bianca invade festosa l’area vicino all’ingresso di San Giovanni.

Prima dell’inizio dell’escursione, alcune spiegazioni con notizie, curiosità ed anedotti inerenti  sos Jocos, sull’uso del carburo, sui principi di comportamento in grotta, anticipano l’ingresso in grotta.

Ci dividiamo in due gruppi così come la scolaresca, uno accompagnerà un primo gruppo di studenti a Sos Jocos, l’altro attrezzerà due calate vicine all’ingresso di San Giovanni con l’intento, innanzitutto, di spiegare l’uso delle tecniche di progressione verticale e per i più temerari ci potrà essere il brivido di provare l’uso delle corde.

Ci organizziamo con gli orari, in modo da ridurre i tempi morti per le attese.

Raggiunto l’ingresso de Sos Jocos, personalmente, non colgo nessuna sensazione “traumatica” il canceletto d’ingresso non li spaventa, entrano tranquilli, notano subito la differenza di temperatura e iniziano la scoperta di questo mondo completamente nuovo e affascinante.

Alcuni geotritoni, presenti nella prima sala, attirano la loro attenzione, “se siam fortunati” dico “vediamo anche i pipistrelli”… detto fatto, riusciamo a scorgerne un paio in un passaggio successivo; intervalliamo il percorso previsto con alcune spiegazioni “geologiche” e non, l’osservazione delle concrezioni, la loro diversità inizia ad appassionarli.

La tappa finale è il superamento della cosidetta “chiocciola” la breve risalita che immette verso il ramo del vento, con successivo ricongiungimento al fiume di San Giovanni.

Per sicura lungo l’avvicinamento abbiamo collocato un corrimano nei punti più scivolosi, così come nella risalita citata, che rappresenta, in queste situazioni un imbuto,  con un normale rallentamento dell’escursione.

Nell’attesa ho modo di chiedere ad alcuni se le loro aspettative erano state appagate… risposte generiche, colgo un po’ di delusione… “pazientate qualche minuto il bello sta per arrivare” gli dico … ed il bello si trova alla fine della risalita della chiocciola, è un laminatoio di pochi metri che bisogna  attraversare strisciando… c’è un po’ di titubanza all’inizio ma, una volta rotti gli indugi fanno quasi la gara a chi passa per primo, compresa l’insegnante che non è molta convinta, ma che adeguatamente pungolata nell’orgoglio “supera” la prova.

Son passati pochi minuti eppure la situazione è completamente cambiata, i commenti addirittura son diventati entusiastici, sono affascinati dalle numerose concrezioni eccentriche presenti, le candide colate li ammaliano, vogliono proseguire, ma ahimè il tempo è tiranno e dobbiamo tornare indietro, l’altro gruppo ci attende.

Abbastanza infangati, molto soddisfatti ripercorriamo il percorso verso l’uscita dove il secondo gruppo di studenti ci raggiunge. Velocemente si scambiano le impressioni, sono euforici anche quelli che erano fuori, hanno provato le corde, c’è un rapido scambio di caschi e partenza verso la grotta per il secondo gruppo e rientro verso San Giovanni per il primo.

La visita prosegue spedita, abbiamo sforato nei tempi con il primo gruppo, dobbiamo esser bravi a recuperare minuti e soprattutto a far godere loro le medesime bellezze osservate dai loro compagni; anche in questo caso il passaggio del laminatoio affascina, cosi come l’osservazione delle variegate concrezioni presenti, rispetto al primo gruppo questi risultano, a mio parere, meno chiacchieroni….

Il ritrovo a San Giovanni di tutti gli studenti è un festoso commento di questa breve ma intensa esperienza, meraviglia, stupore, ma soprattutto tantissima gratitudine da parte di questi ragazzi e dei loro docenti ci hanno “inondato”, segno che l’organizzazione dell’escursione è stata gradita.

Dopo i saluti con gli studenti, proseguiamo con una bellissima Katriccata nel pomeriggio, degna conclusione di una giornata.

Concludo con una mia personalissima considerazione: giornate come queste sono sempre benvenute, il confronto con questi ragazzi dà grandissima soddisfazione, non è paragonabile a quella dovuta a nuove scoperte o alle esplorazioni, per rimanere in ambito speleologico, ma ci consentono di far conoscere e di avvicinare i giovani alla nostra disciplina e sappiamo tutti quanto bisogno c’è di forze nuove e fresche… speriamo bene.

A presto Gianluca Serra.